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Abbiamo qui raccolto alcune delle testimonianze di chi è stato nostro ospite.

TESTIMONIANZE: Club

Camper Club "LA GRANDA" di Cuneo (BEPPE TASSONE, presidente):

"Iniziare il millennio a Napoli, fra botti e fuochi che illuminano il cielo. Centodieci equipaggi, quasi trecento persone, l'area del Castagnaro Parking di Pozzuoli stracolma, tanta allegria, tanta voglia di stare insieme. Un'occasione per conoscere a fondo una città che è meravigliosa, splendida nelle sue opere d'arte, come suggestiva nei quartieri ... ancora una volta la simpatia e la disponibilità di Antonella e di Antonio Ferro, titolari del "Castagnaro Parking" sono riusciti a mettere a proprio agio i partecipanti al raduno, a farli sentire a casa loro, ad aiutarli nei piccoli problemi".

 FEDERCAMPEGGIO (GIANNI PICCILLI, presidente nazionale): 

… "Benvenuto, caro campeggiatore al "Castagnaro Parking". Goditi una meritata vacanza in un luogo che offre pace, serenità, allegria, bellezze napoletane "simpatia Federcampeggio. 
Ovunque tu sia, facci compagnia, i soci Federcampeggio qui ricevono professionalità, correttezza, serietà, Napoli e Pozzuoli ti offrono il resto: “CIOE' LA FINE DEL MONDO!" 

TOSCANA CAMPER CLUB (resoconto di un raduno)

SIAMO STATI A: NAPOLI E DINTORNI
Sabato sera eravamo tutti al Castagnaro Parking che ci avrebbe ospitati per tre giorni. Alle ore 15,00 si è aperto ufficialmente questo ottimo raduno con la prima uscita alla Solfatara, luogo di interesse e di notevole impatto scenico coi vapori e gli odori di zolfo che uscivano dal terreno. Abbiamo proseguito poi verso Pozzuoli con fermata all’anfiteatro Flavio e visita al tempio di Serapide. In questa occasione abbiamo avuto il primo contatto con la nostra guida, un giovanotto alla prima apparenza molto contenuto che poi nei giorni successivi si è lasciato andare dimostrandosi oltre che preparatissimo anche altrettanto simpatico.
La sera a cena non poteva mancare la classica pizza. 
La mattina del sabato ci siamo immersi letteralmente nel caos napoletano facendoci coinvolgere nell’atmosfera prenatalizia di Spaccanapoli e dalle visite ai monumenti più importanti della zona. Il pomeriggio ci siamo spostati per il centro per poi raggiungere Posillipo con la sua vista mozzafiato sul golfo di Napoli. Alle ore 18,00 siamo rientrati al Castagnaro Parking e alle ore 20, riposati e rifocillati, siamo tornati in Piazza del Plebiscito per poi scendere nelle viscere di Napoli: “NAPOLI SOTTERRANEA”… FAVOLOSA!
Solo questa visita meritava il raduno. Accompagnati da una guida preposta a questo luogo, vera macchietta napoletana che a me ha ricordato Nino Taranto, siamo scesi 40 m. sottoterra e, camminando nei vecchi acquedotti di Napoli, diventati poi cave di tufo per la costruzione della città e dopo, durante la guerra, rifugi antiaerei, abbiamo percorso labirinti e dedasli in una atmosfera di altissima suggestione.
Quando siamo ritornati a respirare l’aria fredda della notte napoletana, tutti eravamo pervasi di euforia per quello che avevamo visto e goduto, ma lanotte non era ancora finita: ci aspettava il bar Gambrinus con un vero caffè. Infine tutti a nanna.
La mattina del lunedì altra visita straordinaria: ERCOLANO. Ogni parola sarebbe riduttiva. La solita guida che ci ha trasportato, complici gli edifici ancora intatti, in un’altra dimensione.
Con lo stesso pulman che ha fatto tutti gli spostamenti dal parcheggi ai luoghi da visitare siamo tornati al Castagnaro Parking chiudendo questo raduno a dir poco STUPENDO.


TESTIMONIANZE: esperienze individuali

Resoconto di un soggiorno pubblicato sul n.ro 356 di Plein Air)

Non solo viaggi oltre confine da realizzare durante le ferie, ma anche itinerari per il week-end o le vacanze brevi: è questa una delle più belle possibilità offerte dal nostro turismo. Eccoci dunque a raccontare la nostra esperienza a Napoli e dintorni: si è svolta a Capodanno, ma ovviamente la si può ripetere in qualunque periodo.
Dopo una lunga trasferta dal Piemonte arriviamo in tarda serata nel capoluogo partenopeo; abbiamo preferito non fermarci a dormire in un’area autostradale, come siamo soliti fare, avendole trovate tutte deserte. Percorriamo la tangenziale con un traffico che, nonostante siano le 21, definirei brioso e all’uscita 12 imbocchiamo la Via Campana che ci porta al Castagnaro Parking di Pozzuoli.
Al mattino, servendoci della ferrovia Circumflegrea, raggiungiamo Napoli e iniziamo la visita partendo dall’animatissimo quartiere Montesanto. Percorriamo poi l’elegante Via Toledo, Galleria Vittorio Emanuele, Piazza Plebiscito, ammiriamo il teatro San Carlo e il Maschio Angioino, ci portiamo alla Spaccanapoli (la lunga e pittoresca via che divide in due la città vecchia), visitiamo il monastero di Santa Chiara e la chiesa di Gesù Nuovo. Ci facciamo stordire dai rumori di un traffico quanto mai vario e inimmaginabile tra negozi e bancarelle che espongono le merci più eterogenee: meravigliosi presepi artigianali, prodotti tipici, piccoli animali, abbigliamento, oreficeria, souvenir di ogni tipo (pulcinella, cornetti portafortuna, giochi della tombola fino ad arrivare agli oggetti più richiesti in questa giornata, i fuochi artificiali, dalla semplice girandola a vere e proprie bombe. Avremo fragorosi esempi della loro augurale efficacia a mezzanotte, dopo il concerto di Capodanno in Piazza Plebiscito (raggiunta con un bus appositamente organizzato dai gestori dell’area attrezzata): lo spettacolo è incredibile, con colori, scie e cascate di scintille che si intrecciano fra un palazzo e l’altro avvolgendo la piazza in una spessa coltre di fumo.
Nei tre giorni successivi, sempre servendoci dei mezzi pubblici, ci dedichiamo agli altri luoghi della città e dintorni. Al quartiere Vomero (raggiunto con la funicolare) visitiamo Castel Sant’Elmo e la Certosa di San Martino. In centro, non manchiamo il Duomo di San Gennaro e il Museo Archeologico Nazionale con l’imponente collezione Farnese (stupendi gli affreschi e i reperti provenienti da Pompei e da varie località della magna Grecia; da segnalare la possibilità di effettuare videoriprese nel museo, compilando all’ingresso un modulo nel quale si dichiara che le immagini saranno ad esclusivo uso personale, senza fini di lucro e non verranno pubblicate. La comodissima Circumvesuviana ci porta a Pompei, dove dedichiamo sei ore ( e sono appena sufficienti, vista la quantità di cose da vedere) all’eccezionale sito archeologico. Unica delusione è la Reggia di Capodimonte, poiché la collezione delle rinomate ceramiche è decisamente esigua e la pinacoteca, salvo rarissime eccezioni, ci appare una sequela di opere di poco o nullo interesse.
Anche per raggiungere Caserta decidiamo di servirci della ferrovia. La grandiosa Reggia (ottima la visita guidata) si trova proprio di fronte la stazione, e non meno godibile è il parco ornato dalle splendide fontane del Vanvitelli. Sempre dalla stazione parte un bus per Caserta Vecchia, arroccata sul Monte Virgo: l’antico borgo risalente al IX secolo è una delle più suggestive visioni del passato con le pittoresche acse e la bella cattredale in stile arabo-normanno.
Solo al quinto giorno lasciamo l’area attrezzata per spostarci in camper a Pozzuoli: qui visitiamo il vulcano Solfatara, l’unico dei Campi Flegrei ancora attivo, con notevoli manifestazioni fumaroliche. Ci portiamo poi a Baia, la splendida insenatura il cui nome deriva dal leggendario viaggio di Ulisse che qui avrebbe seppellito il suo compagno Bajos, e visitiamo i suggestivi ruderi della villa dell’ambulatio. Altra immancabile tappa a Cuma dove ci attendono l’antro della Sibilla, anch’esso avvolto da un leggendario alone, e l’acropoli dove sorgeva il tempio di Giove: ne rimane solamente il tracciato del podio, considerevoli sono invece i resti della basilica cristina su di essa edificata. Poco sotto troviamo le traccie del tempio di Apollo la cui costruzione si vuole attribuire a Dedalo, qui atterrato dopo il rocambolesco volo da Creta. Ultima tappa, sempre all’insegna delle memorie letterarie e mitologiche, al lago d’Averno, anch’esso di origine vulcanica; era ritenuto l’ingresso dell’Ade.
E qui si conclude la nostra esperienza campana: domani ci aspetta la lunga risalita verso casa.
Gian Luigi Ceva
Valenza (AL)


CARTOLINE

ROBERTA (camperista):

"Ancora non ci sembra vero di essere qui. Questa città è straordinaria proprio per i napoletani" 

GABRIELLA (camperista): 

"Abbiamo pensato a mille aggettivi per questa città, alla fine ne abbiamo trovato uno che la sposa: è generosa, prende e dà"


STAMPA

PLEIN AIR (lettera pubblicata sul n.ro 369 di Plein air)

LIVIO CRESTI (camperista):
Genova, Sestri Levante 10/01/03
Gent.mo Dr. Jannucci
Da tempo desideravo visitare Napoli, senonchè regolarmente sia mass-media, sia i soliti luoghi comuni, finivano per farmi desistere. Questa volta leggendo il numero di novembre della n.s. rivista, scorgevo la pubblicità del Castagnaro Parking di Pozzuoli che – contattato – celermente mi inviava il completo dettaglio del programma. Quello che mi ha fatto propendere per questa iniziativa – a me sconosciuta come atre che si trovavano sulla rivista – è stata la possibilità di “scegliere” tra le diverse proposte di escursioni e, perché non, la serietà dei primi approcci.
Come tanto genovesi, normalmente, mi muovo da solo, ritenendo che - forse – i miei interessi potrebbero non coincidere con quelli di latro equipaggio cosa che potrebbe dar adito a situazioni sgradevoli e, perché no, anche degeneranti; i grossi assembramenti poi ……………
Con queste premesse mi sono diretto verso la città del Vesuvio: con una gioia contagiosa Le stò scrivendo queste righe al mio rientro.
Il Castagnaro Parking ha dimostrato di essere una gradita realtà a vantaggio dei camperisti. L’attenzione per gli ospiti - da subito, dal momento in cui si mettono le ruote dentro -, la disponibilità, l’efficienza, la scelta di qualificati collaboratori esterni ( guide turistiche ed autisti) hanno fatto piacevolmente trascorrere le giornate. E poi questa Città con i suoi panorami, i monumenti, le chiese, l’approccio con i napoletani così solari, disponibili, aperti: insomma sono un genovese “felice di avere speso dei soldi” (anche perché quello che ho avuto in cambio è tantissimo e senza prezzo).
Quindi, al di là degli entusiasmi, concludendo queste righe, vorrei fare alcune considerazioni di carattere generale in merito a questa (mia) esperienza. Primo: il titolare del Castagnaro Parking – accogliendo camperisti – produce ricchezza anche all’indotto; secondo: ma messo in essere un’attività che risulta di gran supporto ai camperisti stessi, non li dissangua certamente, mentre spesso altrove ci cacciano e trattano malamente (Liguria in testa) ed inoltre fa opera meritoria nei confronti di Napoli e dei napoletani perché è pur vero che, grazie a tanti tour-operator, la foto del Vesuvio si trova in tante case europee, d’oltre oceano ed asiatiche, Lui invece accoglie – di massima – italiche genti che, in tempi di campanilismo esasperato (?) come gli attuali, se non avessro toccato con mano certe realtà, avrebbero - forse - continuato a “screditare” il bel meridione d’Italia.
Con stima
Livio Cresti
Genova

Le iniziative del Castagnaro Parking sono oramai note ai lettori, ma bisogna dire soprattutto che l’operatore campano è uno dei pochissimi gestori di aree attrezzate ( si contano davvero sulle dita di una mano) che abbia saputo organizzare un servizio di accoglienza turistica a tutto tondo, offrendo ai suoi ospiti non solo un parcheggio, ma un’occasione per vivere appieno la natura dei luoghi. 
L’effetto? Ben lo descrive, in due parole, il lettore genovese: gioia contagiosa.
La redazione

SOAP OPERA
(racconto pubblicato sul giornale “INSIEME” n.ro 62 del Camper Club La Granda)

Era passato poco più di un anno dal loro primo incontro. Tra non molto sarebbe stato di nuovo Natale e loro erano ancora insieme, più innamorati che mai. Chi l’avrebbe detto?
Quanti avrebbero scommesso sul loro rapporto?
“Ricordi l’anno scorso?” Piero si rivolse a Valentina sorridendo “ è stato bellissimo in Trentino, ai mercatini di Natale. Devo confessarti che è stato proprio lì che ho pensato che tra noi avrebbe potuto funzionare. La neve, le luci, le musiche natalizie. Era tutto perfetto, vero Valentina?”
Una domanda questa che non aveva bisogno di risposta perché pian, piano, ricordando il loro primo week end, si stava ricreando quell’atmosfera unica e magica che precede il Natale.
Quest’anno però, per le imminenti festività, Piero e Valentina avevano un sacco di progetti. Per prima cosa avrebbero dovuto pensare a mettere su casa, il matrimonio era dietro l’angolo, anche se non proprio imminente e, poi,avrebbero voluto trascorrere delle festività di fino anno memorabili, insieme con i loro amici.
La scelta del luogo non era affatto difficile. Il club aveva organizzato un raduno a Napoli, un luogo incantevole oltretutto con un clima invidiabile. Il pomeriggio di Santo Stefano, dopo aver trascorso insieme il Natale, partirono alla volta della Campania: il traffico era estremamente scarso, il viaggio si rivelò una passeggiata, si fermarono per cena ad Orbetello e poi di nuovo in marcia, la loro meta non era così distante. Accesero il CB, si sentivano voci di altri camperisti che erano diretti verso la stessa area: Gli ultimi chilometri ed anche la notte la trascorreremo insieme! Sottolineò Valentina, mentre si assicurava che in frigorifero vi fosse una bottiglia di sfumante, ricordo del raduno di Canelli.
“Aspettiamoli, aggiunse Piero. Brecco, brecco,canale 11, qualcuno mi ascolta?
Ciao ragazzi! L’inconfondibile voce di Bacci giunge attraverso la radio. “Bacci, sono Piero, ci uniamo a voi. Contate di arrivare stasera al raduno? Sarebbe stato più esatto dire stanotte, perché alla mezzanotte mancava ben poco.
“Ok Piero, siamo già un bel gruppo, vedrai”
Erano veramente tanti i camper in colonna e quasi tutti avevano sul cruscotto un minuscolo albero di Natale scintillante di piccole ma vividissime luci che brillavano nella notte di Dicembre. Uno dopo l’altro i camper uscirono dall’autostrada e attraversarono i paesi deserti, illuminati da centinaia di decorazioni natalizie: Babbi Natale, campane festanti e stelline, tutti simboli che ricordavano incessantemente le festività natalizie.
E poi la colonna si fermò. Erano arrivati. Tutti si sitemarono velocemente nell’area che era stata predisposta con la rapidità derivata da una quantità infinita di raduni. Gente assonnata? 
Ma per nulla! Erano tutti allegri e sveglissimi e nessuno aveva la minima intenzione di andare a dormire.
Valentina tirò fuori la bottiglia di sfumante, subito imitata da altri camperisti che fecero comparire anche panettoni e pasticcini: fu il primo brindisi di quello che si sarebbe rivelato, in seguito, un Capodanno indimenticabile! Poi, Beppe disse una cosa che lasciò tutti sorpresi:
Ragazzi, ho appena ricevuto una telefonata, fra qualche minuto arriverà fra di noi il vero Babbo Natale, accogliamolo con entusiasmo.
Che fosse ammattito? Che le performance della sua Juventus gli avessero dato alla testa? Che gli avesse appena telefonato l’editore del Corriere della Sera per offrirgli la direzione del quotidiano?
Insomma, non stava scherzando e tutto sommato appariva serio e sobrio.
Le luci di un’auto che si avvicinava all’area del Castagnaro Parking attirarono l’attenzione di molti: Antonio, il proprietario del parcheggio, era alla guida e, al suo fianco, troneggiava Babbo Natale!
Anzi, il vero Babbo Natale! Armando Narciso, ferroviere in pensione, l’uomo che, con la proverbiale fantasia partenopea, aveva registrato la scritta ed il nome di Babbo Natale, ne ha ottenuto il copyright e qundi il diritto a fregiarsi di questo titolo.
Fu una vera festa, nessuno sentiva la stanchezza per tanti chilometri percorsi, il clima era mite, la stellata da sogno, la torta pasticciera di Antonella memorabile.
C’era pure il vischio: Piero attirò a sé Valentina e la baciò teneramente. Sotto di loro le mille luci della piana di Pozzuoli sembravano un grande, unico presepe. Cinzia intonò Astro dei Cieli, gli occhi di Bacci si inumidirono, colpa della rugiada assicurò il mitico Giancarlo accendendo l’ennesima sigaretta.
E nei giorni seguenti, tutti in giro per Napoli alla scoperta di una città unica e splendida, amata dai viaggiatori di ogni tempo. C’era chi prediligeva musei e teatri e chi passeggiava tra i quartieri più caratteristici e colorati; chi visitava Napoli sotterranea e chi si attardava tra le bancarelle di Via San Gregorio Armeno alla ricerca di preziose statuine per il presepe. E poi c’erano i romantici, e Piero e Valentina erano fra questi, che preferrivano il lungomare, il Vomero, Mergellina e Santa Lucia; ovviamente ognuno seguiva le proprie inclinazioni, su tre cose erano però tutti d’accordo: sull’impareggiabile Babà, sull’ineguagliabile caffè (la famosa tazzulella…) e sull’inimitabile pizza che, come affermano i partenopei, “solo a Napoli a sanno fa”.
Passeggiando lungo via Caracciolo, Piero e Valentina ricordavano la romantica gita del giorno prima sulla costiera amalfitana e, facendo progetti sull’imminente vita di coppia, ammettevano che questa vacanza era davvero speciale: erano insieme in una città di sogno, avevano accanto i loro amici più cari, avevano incontrato l’autentico Babbo Natale e domani sarebbe stata la notte di San Silvestro, il loro secondo Capodanno.
Il giorno di San Silvestro lo trascorsero con gli amici scorazzando in autobus tra i Campi Flegrei, Cuma e Pozzuoli.
Il clima era invidiabile, sul mezzogiorno un sole quasi estivo li condusse sulla riva del mare: erano in tanti a consumare il pronzo ammirando lo splendido golfo che si mostrava in tutta la sua accattivante maestosità davanti ai loro occhi.
“Il Vesuvio, visto da qui, è ancora più bello!”, commentò Maria, mentre seguiva con gli occhi il suo Arturo che stava passeggiando nei pressi di una vichinga mozzafiato che si era fermata per scattare alcune fotografie. 
“E’ l’ultimo dell’anno e sembra primavera!” disse Eugenio mentre spegneva il suo cellullare “E dire che a Bielle stà nevicando”.
L’atmosfera era serena, tutti stavano vivendo momenti sereni ed indimenticabili: il clacson del bus li destò dall’incantesimo riportandoli alla realtà.
“Dobbiamo affrettarci” spiego Antonio, il tour è ancora lungo e poi bisogna prepararsi per questa sera, Piazza del Plebiscito ci attende!”
Antonio, che con Tosca aveva in comune il cognome, era davvero infaticabile e premuroso verso i camperisti che tornavano sempre volentieri e numerosissimi nell(area da lui gestita. E se diceva che lo spettacolo nella piazza più cara ai partenopei sarebbe stato grandioso, c’era da credergli, perché Napoli la sa lunga in fatto di festeggiamenti. Alle 22, tutti pimpanti e in tiro salirono sui bus per accogliere il 2001 in Piazza del Plebiscito dove c’era già molta gente che sotto le stelle, tra il brusio e i botti, si scambiava gli auguri.
Poi lo spettacolo cominciò; il concerto era stupendo, la musica invitante e presi dal ritmo, Maria e Arturo (che già aveva dimendicato la bionda vichinga) si esibirono in un frenetico rock and roll, subito imitati da Ester e Mario.
Seguì un pezzo di liscio e fù il grande momento di Bacci che mai avrebbe immaginato di far volteggiare la sua Adriana nella piazza più famosa di Napoli, a circa mille chilometri da casa.
Meno tre, due, uno!
Ecco l’anno nuovo! E con lui un numero incalcolabile di brindisi, di botti, di baci ed abbracci che s’intrecciavano senza tregua.
“Auguri Valentina”
“Auguri Piero”
e mille auguri di cuore per un sereno e felice anno nuovo a tutti voi, cari amici del Camper Club La Granda, dai vostri
Valentina Bongiovanni e Piero Macario

 
 

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